Sono del parere che la crisi attuale non finirà tanto presto. Troppe nazioni, troppi paesi sono coinvolti, e il concetto di industrializzazione sta pian piano ridimesionandosi. Non c'è più il commercio come un tempo, la produzione, specie in Italia, sta rallentando parecchio, e molti industriali preferiscono trasferirsi all'estero, specialmente nei paesi dell'est, dove la manodopera costa meno e quidi il prodotto è più accessibile alle nostre tasche.Già, ma l'operaio italiano ci rimette, resta senza lavoro...e che fa?
La situazione economica disastrosa in cui ci troviamo non è da imputarsi al governo Berlusconi, ma alla crisi americana, iniziata, ad effetto domino, col forte indebitamento della popolazione causato in principal modo dalla forte impennata dei mutui. E' notizia delle ultime ore che Obama vuole adottare lo stesso progetto del nostro governo per risanare i debiti, cioè la vendita dei patrimoni immobiliari. E' tutto dire! La Grande Mela si è ridotta ad un torsolo di broccolo!
L'IVA è aumentata al 21% e già si cominciano a sentire gli effetti soprattutto al supermercato. Di questo passo aumenteranno pure i biglietti dei trasporti pubblici, luce, gas. ecc. Ma gli stipendi saranno sempre gli stessi.
L'euro ha la sua parte di colpe, ovvio. Una moneta senza controllo, gettata in pasto agli speculatori, ha portato pian piano l'Italia e l'Europa alla rovina. In più la moneta europea si è rafforzata troppo rispetto al dollaro, impedendo al commercio del Vecchio Continente di trovare ulteriori sbocchi. Nessuno compra più i nostri prodotti, troppo cari, ecco perchè, come dicevo sopra, gli industriali chiudono bottega qui e vanno altrove.
Una automobile FIAT costa meno se prodotta in Romania, ad esempio, e il Lingotto si squaglia.
Non credo dunque che questa crisi troverà presto il suo the end....penso piuttosto che i mali più gravi debbano ancora venire. Tiriamoci su le maniche e andiamo oltre....chi vivrà vedrà.
